Bartolomeo Vanzetti e Nicola Sacco
BARTOLOMEO VANZETTI nacque nel 1888 a Villafalleto, nel Cuneese. Figlio di un agricoltore fu solo a vent'anni che mosse i primi passi verso le idee socialiste e, dopo la morte della madre, decise di trasferirsi in America alla ricerca di un paese libero e capace di offrire una vita migliore… Un sogno, che per molti italiani del primo Novecento, si rivelò essere una pura illusione.
Si stabilì nel Massachusets, dove venne in contatto con i gruppi anarchici della zona e, nel 1917, come anarchico ed obbiettore di coscienza, per sfuggire all'arruolamento si trasferì in Messico. E' qui che conobbe NICOLA SACCO, nato in Puglia nel 1897, col quale, ritornato successivamente in America, continuò a frequentare i circoli anarchici.
Il 5 maggio del 1920 Sacco e Vanzetti furono arrestati perché trovati in possesso di volantini anarchici e di alcune armi. Tre giorni dopo vennero accusati di una rapina avvenuta tre settimane prima del loro arresto a South Baintree, un sobborgo di Boston, in cui rimasero uccisi due uomini.
Dopo tre processi, nei quali emersero prove solide della loro innocenza, come la testimonianza di un uomo che aveva preso parte alla rapina e che sosteneva di non aver mai visto i due imputati, furono condannati a morte.
La sentenza venne eseguita mediante sedia elettrica a Charleston, il 23 agosto 1927.
Come lo stesso Vanzetti aveva capito, la loro condanna era ormai diventata una mossa politica. Il simbolo che essi erano diventati doveva essere annientato ed usato per dare una dimostrazione di forza nei confronti dei movimenti di sinistra che operavano nei primi anni del Novecento in America.
Nel 1977 i due malcapitati furono riabilitati e gli USA chiesero scusa al mondo intero.