Area Privata



    mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
    mod_vvisit_counterToday49
    mod_vvisit_counterYesterday123
    mod_vvisit_counterThis week548
    mod_vvisit_counterLast week801
    mod_vvisit_counterThis month2527
    mod_vvisit_counterLast month3825
    mod_vvisit_counterAll days190490

    Online (20 minutes ago): 1
    Your IP: 54.167.253.186
    ,
    Today: Nov 23, 2017

     

     

    SEZIONI PRESENTI

    FAVOLE, MITOLOGIA LETTERATURA e RELIGIONE

    SCIENZA

    STORIA e POLITICA

     


     

    ETICHETTATURA DELLE UOVA

    Il regolamento comunitario, n. 5/2001, stabilisce l'obbligo di indicare sulle uova e sugli imballaggi le modalità di allevamento delle galline ovaiole: all'aperto con sistema intensivo, all'aperto, a terra e in voliera (batteria). In pratica sapremo se le galline sono state allevate in batteria o all'aperto. In Italia ci sono più di 40 milioni di galline ovaiole (per un totale di 12,8 miliardi di uova prodotte), per la maggior parte allevate in batteria, in uno spazio piu' piccolo di un foglio A4 . Il 90% delle uova prodotte viene da questi allevamenti. Il 70% della produzione e' concentrato al nord, in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Il regolamento semplifica inoltre la classificazione delle uova in A o uova fresche per il consumatore, e B per l'industria della trasformazione. Si e' comunque persa l'ennesima occasione per tutelate veramente i consumatori, perché se e' vero che gli animali sono quello che mangiano, il consumatore non può sapere cosa mangiano le ovaiole e quindi cosa c'e' nelle uova che trova nel piatto. Per esempio sa il consumatore che nei mangimi sono aggiunti antibiotici? Sa il consumatore che il bel colore arancione del rosso e' dovuto ad un colorante, la cantaxantina, che e' aggiunta ai pastoni, che ha effetti nocivi sulla retina e che la Commissione europea ha dovuto diminuirne la quantità del 200% (dal 1.12.2003 il limite e' fissato a 8 mg per kg di becchime)? Infine sa il consumatore di cosa e' composto il mangime? Ovviamente non lo sa ma erano queste le informazioni che dovevano esserci!


    …Per concedere alle galline una vita dignitosa, potremmo cercare di scegliere le uova delle galline allevate all'aperto…A terra...

    Scartando le altre come protesta…

    Ritorna su


     

    IL COLESTEROLO

    Lo sapevate che il valore del colesterolo totale non ha un significato rilevante? In realtà quello che conta è il FATTORE DI RISCHIO: il rapporto, cioè, tra il valore del colesterolo "cattivo", legato alle lipoproteine LDL ed il colesterolo "buono", legato alle HDL.

    La vecchia interpretazione considerava valori ottimali quelli inferiori a 240 mg/dl di colesterolo totale, ma con le nuove abitudini di vita (sport e dieta) il valore del colesterolo buono tende ad aumentare ed a portare il valore del colesterolo toatale oltre la vecchia soglia di guardia seza rappresentare un pericolo.

    Oggi si considera l'indice di rischio cardiovascolare, cioè il rapporto tra colesterolo totale e colesterolo buono HDL. tale indice per un soggetto sano deve essere inferiore a 5 per l'uomo e a 4,5 per la donna.

    Questo l'ho scoperto di recente, ma chiedete consiglio al vostro medico.

    Ritorna su



    IL MAGNESIO NELL'ORGANISMO


    Il magnesio gioca un ruolo primario nel mantenere l'elasticità delle cellule, che in particolare si riflette anche a livello della tensione i muscoli, soprattutto in stato di riposo (tono muscolare).

    Uno dei primi sintomi della sua carenza è una sensazione di tensione muscolare , spesso lievissima, di cui non ci si accorge se non ce la fanno notare, ma sottilmente irritante.

    Questa può sfociare poi in veri propri crampi.

    L'effetto stress e tensione muscolare portano a dolori, anche delle ossa, esaurimento, ipereccitabilità ecc.

    È noto anche che il magnesio ha la funzione di regolazione del battito cardiaco e più in generale la sua azione è importante nel corretto funzionamento di tutto il sistema cardiovascolare.

    Il magnesio ha un ruolo importante nel sistema nervoso col suo forte effetto calmante sulle cellule neurali; in carenza, le cellule nervose non trasmettono bene i messaggi, ed entrano in uno stato di ipereccitabilità.

    Nella produzione di energia e nella sintesi proteica, la carenza di magnesio provoca debolezza, fino all'astenia, ed inappetenza.

    È molto utile anche nella sindrome premestruale , SPM, per il suo effetto calmante, tonico ed energetico.

    L'effetto di mantenimento del tono vascolare lo rende utile anche per le cefalee muscolotensive .

    Il magnesio viene consumato, e quindi va riequilibrato, in patologie come il diabete, ipertiroidismo, iperattività surrenalinica.

    È indispensabile per contrastare l'acidosi , un'alterazione dell'equilibrio acido - base largamente diffuso.

    È ovviamente indicato per le attività sportive e fisiche.

    Non esistono controindicazioni, il massimo che può capitare, in caso di forte sovradosaggio, è che l'organismo lo espella … in seduta! Cioè con una leggera diarrea.

    DOVE TROVARLO

    È difficile trovarlo anche negli alimenti che lo contengono (v. Perché la carenza subclinica è così diffusa), che sono: frutta oleaginosa (mandorle ecc.), legumi, cerali integrali ed ortaggi verdi.

    Che vanno bene se coltivati nell'orticello o biologici.

    In pratica la supplementazione è necessaria.

    Un'ottima fonte sono le acque minerali ad alto contenuto di magnesio, che però è difficile trovare.

    Una forte voglia di cioccolato può essere un desiderio di magnesio, anche se questo stimolo può essere causato dal corpo che chiede buoni grassi, che si trovano negli acidi grassi essenziali, in questo caso burro di cacao. Questi segni sono tipici del corpo che esige magnesio. Una carenza di magnesio può contribuire a squilibri ormonali, problemi digestivi, tic nervosi e dolori alla mascella e alle giunture.

    Tratto da il "Sito di Laura Quinti"

    Ritorna su



    LA FENICE

    Quando la Fenice, dopo aver vissuto 500 anni, sentiva sopraggiungere la sua fine, si ritirava in un luogo tranquillo e, sulla chioma di una quercia o di una palma, costruiva uno splendido nido fatto di mirto, incenso, sandalo, legno di cedro, cannella, mirra e delle più pregiate piante balsamiche. Poi si adagiava delicatamente sul nido e lasciava che i raggi del sole la incenerissero e che le fiamme la consumassero emettendo una dolce melodia… Dal cumulo di ceneri emergeva poi un piccolo uovo, che i raggi solari facevano crescere rapidamente. Nell'arco di tre giorni nasceva così la nuova Fenice.

    Divenne così il simbolo della rinascita spirituale.

    Un'interessante spiegazione della possibile nascita del mito della Fenice è data dal fatto che alcuni grandi volatili sbattano le ali sul fuoco per uccidere i parassiti col fumo: nel simbolismo la Fenice viene , infatti, a liberare il mondo dal male (i parassiti) bruciandoli col fuoco.

    Alcuni storici credono che il mito possa essere basato sull'esistenza di un vero uccello che viveva nella regione allora governata dagli Assiri. Gli antichi Egizi furono i primi a parlare del Bennu, che nelle leggende greche divenne la Fenice.

    Aveva l'aspetto di un'aquila reale, il becco affusolato, due lunghe zampe e due lunghe piume, una rosa ed una azzurra, che le scivolavano giù dal capo.

    “ Che la Fenice more e poi rinasce, quando al cinquecentesimo appressa erba né biada in sua vita non pasce, ma sol d'incenso lacrima e d'amomo, e nardo e mirra son l'ultime fasce”

    (Dante – Inferno XXIV, 107-111)


    Ritorna su



    LA STELLA ALPINA

    Delicatissima é la leggenda della stella alpina che narrano i montanari del Cervino. Una giovane della valle aveva sposato un montanaro gagliardo che, come tutti quelli del paese, conosceva ed amava con tutta l'anima la sua montagna. Saliva spesso verso i ghiacciai, per cogliere il profumatissimo genepi, la pianta fortemente aromatica che serve ai liquoristi per fabbricare il famoso liquore dello stesso nome, e vi andava anche per dare la caccia alle marmotte, delle quali vendeva poi la pelle ai viaggiatori della città. I due sposi vivevano modestamente dei guadagni di lui, ma poiché si volevano tanto bene, erano felici come principi. Un giorno il giovane sposo partì come aveva fatto tante altre volte per la montagna, ma non fece più ritorno.

    Invano la moglie lo attese per i tre giorni successivi; nessuno lo aveva visto sulla montagna e nessuno sapeva dare notizie di dove fosse andato a finire. Allora la povera sposa, prese sulle spalle il sacco anche lei e salì verso il ghiacciaio per vedere di rintracciarlo.

    Scorse ad una ad una tutte le cime, esaminò le valli, cercò con l'occhio ansioso nel fondo di tutti i crepacci e finalmente lo rinvenne. Ma ahimè lo trovò morto, proprio fra due lastroni di ghiaccio. Allora, affranta dal dolore, la povera sposa sedette sulla sporgenza della roccia e non pensò più di ritornare verso casa. Si mise a piangere e a lamentarsi per tutta la sera e per tutta la notte. All'alba, quando s'imbiancò il cielo, i suoi capelli e le ciglia erano coperte di un velo di brina, come una peluria d'argento.

    "Signore" disse la sposa rivolgendo gli occhi al cielo, "Io non ho il coraggio di staccarmi da mio marito, lasciatemi qui, sulla balza di questa rupe, perché io possa vederlo sempre nel suo letto eterno di ghiaccio." Iddio ebbe pietà della sposa innamorata e la convertì nel fiore più caratteristico e più bello delle Alpi, la stella alpina.

    Dal sito IL PAESE DEI BAMBINI CHE SORRIDONO

    Ritorna su



    EQUINOZI DI AUTUNNO E PRIMAVERA

    La parola "equinozio" deriva dal latino e significa "notte uguale". Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni di ogni anno in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata.
    Definendo la lunghezza del giorno dicendo che  l'alba comincia quando il sole ha superato di metà l'orizzonte e il tramonto finisce quando il sole è di metà sotto l'orizzonte, possiamo dire che  durante gli equinozi la lunghezza del giorno è esattamente di 12 ore ed il sole sorge esattamente all’est e tramonta esattamente all'ovest.
    Nell'emisfero settentrionale, l'equinozio di marzo (che cade il 20 o 21 Marzo) è l'equinozio di primavera, e l'equinozio di settembre (che cade il 22 o 23 Settembre) è l'equinozio d'autunno; nell'emisfero meridionale, questi nomi sono invertiti.

    Ritorna su



    LA FEESTA DI CALENDIMAGGIO O BELTANE


    Per le religioni pagane la festa di Calendimaggio, o Beltane, era il momento in cui si festeggiava il ritorno della luce e si doveva rendere omaggio alla natura che, in primavera, si risvegliava dal torpore invernale e dava inizio all’unione della sua natura maschile con quella femminile per il rinnovo perenne della vita.
    Anticamente si usava accendere enormi falò, i fuochi di Beltane, e tradizionalmente  si usava saltare attraverso il fuoco, in modo da poter predire l’altezza del futuro raccolto dall’altezza dei salti compiuti.
    La festa si svolgeva, tra canti e danze, attorno ad un enorme palo ornato di nastri rossi e piantato saldamente nella terra.
    Era la festa della rinascita e dell’amore, della fecondazione e della vita.
    Con l’avvento del Cristianesimo la festa venne bollata come demoniaca poiché, data  l’importanza riconosciutale dalla maggior parte delle tradizioni pagane, non fu possibile sovrapporle un’altra festa Cristiana. Cosa che accadde invece per la maggior parte delle feste pagane che, in questo modo,  vennero offuscate  e col tempo cancellate...
    O quasi.

    Ritorna su



    L'ESTATE DI SAN MARTINO

    L'estate di San Martino è un periodo invernale in cui, dopo le prime gelate, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore. Nell'emisfero australe il fenomeno si osserva in tardo aprile - inizio maggio. Nei paesi anglosassoni viene chiamata Indian summer.

    San Martino viene festeggiato l'11 novembre.

    Tradizionalmente durante questi giorni si aprono le botti per il primo assaggio del vino novello, che solitamente viene abbinato alle prime castagne. Questa tradizione è celebrata anche in una famosa poesia di Giosuè Carducci intitolata appunto San Martino.

    Ritorna su

    NOTA! Questo sito utilizza cookie a scopo tecnico, analitico e profilante anche di terze parti. Chiudendo questo banner o proseguendo nella navigazione o selezionando un elemento della pagina, l’utente presta il consenso all’uso dei cookie. Per informazioni, si veda l’informativa cookie, cliccando sulla dicitura "PRIVACY POLICY" To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

    I accept cookies from this site.

    EU Cookie Directive Module Information