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    Today: Ago 10, 2020

    HOME MAROCCO

     

    Il Marocco è un paese ricco di cultura che oggi si trova ad attraversare una nuova e stimolante fase di transizione. A partire dai primi anni Cinquanta ha conosciuto profondissime trasformazioni sociali: la tradizionale coesione tribale è stata rimpiazzata dalle famiglie nucleari all'europea, la poligamia è diventata sempre più rara, si è diffusa l'economia basata sul denaro ed è emersa la nozione di individualità.

    Fin dall'indipendenza dalla Francia, avvenuta nel 1956, il paese cerca di affrontare i suoi tre principali problemi: l'analfabetismo, la disoccupazione e la povertà.



    La città di Fès


    NOTIZIE GEOGRAFICHE

    Situato nella parte occidentale dell'Africa Settentrionale, il Marocco confina a nord con lo Stretto di Gibilterra, di fronte alla Spagna, a est e a sud-est con l'Algeria e a sud con il Sahara Occidentale. A ovest si affaccia sull'Oceano Atlantico e a nord sul Mar Mediterraneo. Il confine sudorientale, nel Sahara, non è definito con esattezza.

    All'interno del Marocco si trovano le exclave spagnole di Ceuta e Melilla, sulla costa mediterranea; sono possedimenti spagnoli anche numerose isole di piccole dimensioni al largo della costa settentrionale. La superficie del Marocco è di 446.550 km² (172.414 mi²).

    Il Marocco occupa e amministra la regione a sud, nota come Sahara Occidentale, la cui sovranità non è ancora stata stabilita.

    FORMA DI GOVERNO

    Secondo la costituzione promulgata da Hassan II nel dicembre 1962, il Marocco è uno stato sovrano, retto da una monarchia costituzionale, sociale e democratica. Dal luglio 1999 il monarca è Mohammed VI, un giovane re che prese la guida del paese dopo la morte del padre Hassan II, a sua volta preceduto dal padre Mohammed V, "Padre dell'Indipendenza". La dinastia Alaouita, a cui appartiene il sovrano, è originaria del sud e vanta un'origine sceriffale, ossia una discendenza diretta dal Profeta.

    Il sovrano è capo religioso del paese, "difensore della fede" e "comandante dei credenti", capo politico e capo delle forze armate.

    In quanto capo politico può a sua discrezione sospendere la costituzione, sciogliere il parlamento e convocare nuove elezioni; inoltre, ha poteri esecutivi.

    Il potere esecutivo è detenuto dal palazzo (cioè dal re e dai suoi consiglieri) e dal governo. Il re presiede il consiglio dei ministri, nomina il primo ministro dopo le elezioni legislative e, sentita la maggioranza parlamentare, nomina i ministri.

    Il potere legislativo, bicamerale dal 1996, è prerogativa della Camera dei rappresentanti (Majlis al-Nuwab), composta da 325 deputati eletti ogni 5 anni a suffragio universale, e dalla Camera dei consiglieri (Majlis al-Mustacharin), composta da 270 seggi rinnovati a elezione indiretta per un terzo ogni 3 anni.

    Il parlamento ha visto progressivamente aumentare i suoi poteri di controllo, fino alle ultime revisioni costituzionali del 1992 e 1996: oltre alla funzione legislativa, infatti, vota il bilancio del regno, può costituire commissioni d'inchiesta sull'operato del governo e può far cadere il governo con una mozione di sfiducia.

    L'ordine giudiziario è indipendente. I giudici della corte suprema sono nominati dal sovrano. Negli ultimi anni sono state create diverse magistrature specializzate di ispirazione codicistica e non coranica.

    S.M.MOHAMMED VI

    S.M.Mohammed VI (arabo: محمد السادس; Rabat, 21 agosto 1963) è il re attuale del Marocco.

    È il diciottesimo sovrano della dinastia Alawita ed è salito al trono il 30 luglio 1999, succedendo a suo padre Hassan II. Ha un fratello minore, il principe Moulay Rachid.

    E' reputato un "modernizzatore" per le numerose politiche atte ad emancipare la nazione dall' ipoteca religiosa, soprattutto in campo di diritto familiare e di tendenziale uguaglianza fra donna e uomo.

    In ogni negozio, in ogni hotel e presumibilmente in ogni casa è presente l'immagine del re.

    Il Marocco, infatti,  composto da numerose etnie e culture diverse, ritrova l'identità nazionale nel suo sovrano, amato e rispettato da tutti.

    I marocchini sono molto nazionalisti, amano il loro paese, le loro tradizioni e la loro bandiera, che sventola con orgoglio in ogni strada del paese.

    ABBIGLIAMENTO


    Il Marocco è un paese molto caldo e la zona di Marrakech, il punto più a sud da noi raggiunto, in agosto vanta temperature di tutto rispetto. Sono consigliati abiti molto leggeri e comodi. Anche durante le ore serali.

    Il Marocco, pur essendo un paese islamico, è sicuramente tra i più tolleranti in fatto di abbigliamento femminile. I giovani marocchini, soprattutto nelle città più grandi, sono abituati alla presenza dei turisti. Solo alcuni uomini, soprattutto anziani, in segno di disprezzo, sputavano in terra al passaggio delle ragazze che indossavano pantaloni o gonne per loro troppo corte.

    LINGUA


    La lingua ufficiale del paese è l'arabo, anche se il 40% degli abitanti parla il berbero, (l'insegnamento scolastico della lingua berbera è stato introdotto di recente nelle scuole, ma ancora non è riconosciuta come lingua ufficiale).

    Il francese, parlato da tutti, è praticamente una seconda lingua, molto usata nell'amministrazione, nell'educazione superiore e nel commercio.

    L'inglese è praticamente sconosciuto.

    RELIGIONE

    La religione ufficile in Marocco è la confessione ortodossa, o sunnita, dell'Islam, basata sul Corano e sulla Sunna (dopo il Corano, la Sunna costituisce la seconda fonte della legge islamica). Oltre ai musulmani in Marocco sono presenti circa 60 mila cattolici, perlopiù francesi, e circa 15 mila ebrei.

    Sebbene il re sia considerato discendente del Profeta e "Principe dei credenti", la legislazione del paese è notevolmente laica. Il codice di diritto di famiglia (Mudawana), riformato nel 2004, tutela le donne marocchine molto più di quanto non faccia la legislazione a base islamica di altri Stati a maggioranza musulmana. Anche l'uso degli alcolici, sebbene vietato dalla legge coranica, non è punito dalla legge marocchina.

    La tolleranza e la convivenza religiosa è, per i giovani marocchini, una condizione fondmentale per la sopravvivenza, da ricercare e costruire costantemente e collettivamente.

    LA SITUAZIONE DELLE DONNE

    In Marocco oggi le donne lavorano in tutti i settori: ci sono rappresentanti poliche e ambasciatrici, pilote di aereo, manager di società e consigliere del re. Nell'arco di trent'anni la condizione della donna marocchina è cambiata radicalmente: la Costituzione del 1972, che garantiva alle donne il diritto di voto e di essere elette, è stato il primo fondamentale cambiamento.

    Nel 1994 furono 77 le donne elette alla camera dei rappresentanti, ciononostante le associazioni femministe, non soddisfatte, chiesero l'abolizione del Mudawwana, lo statuto del 1957 che regolava la vita degli abitanti del Marocco e che faceva si che le donne non avessero i pieni diritti che spettavano agli adulti. Nel 2005, dopo anni di resistenza da parte dei movimenti religiosi, il re ha introdotto una nuova Mudawwana, che ha ulteriormente migliorato le condizioni della donna marocchina.




    Una donna a Fès


    I BERBERI

    La popolazione marocchina ha principalmente origine da due etnie distinte: i Berberi e gli Arabi. Nel corso del tempo queste due etnie si sono tra loro intrecciate e in alcuni luoghi risulta difficile riconoscere l'una dall'altra. A grandi linee tuttavia è possibile indicare nelle regioni pianeggianti e nelle grandi città i luoghi principali in cui è possibile incontrare etnia araba, mentre nel Rif, sull'oceano, nell'Atlante e nel sud quella berbera. Scendendo nel profondo sud è possibile trovare l'etnia Sahrawi.

    Mentre in Tunisia l'etnia berbera é una minoranza quasi emarginata, in Marocco due marocchini su tre, dal punto di vita linguistico e culturale, sono berberi, e la volontà di preservare questa cultura è più forte che altrove. La lingua berbera, infatti, anche se non è stata ancora riconosciuta come lingua ufficiale, è stata introdotta nelle scuole.

    Berbero deriva da barbaro, straniero, che non è in grado di farsi capire. I Berberi preferiscono chiamarsi IMAZIGHEN (AMAZIGH al singolare) che significa “uomini liberi”.
    Si tratta di una popolazione autoctona, presente nel territorio del Maghreb fin dall’età protostorica (se non addirittura preistorica).
    Dapprima subirono l’invasione di gruppi provenienti da oriente e dal sud del continente africano tra i quali Greci, Fenici, Romani, Vandali  ed  Arabi, fondendosi con loro e riuscendo a mantenere nel tempo solo la lingua ed alcune tradizioni.

    ARTIGIANATO

    L'artigianato è molto ricco: l'usanza di creare oggetti d'uso che siano anche piacevoli alla vista e ravvivati da decorazioni è una tradizione radicata nell'artigianato marocchino: pelletteria, ogetti in legno, tappeti, ceramica, rame ed ottone, argenteria ed oggetti di uso quotidiano in ferro sono alla base dell'artigianato del paese.



    Artigianato

     

    LA MEDINA

    La Medina è la perte vecchia della città, il nostro "centro storico".

    Costruita in modo da renederne difficile la conquista, la Medina non è altro che un agglomerato urbano ad alta densità, racchiuso da un sistema di mura corredate di torri di guardia. Sono veri e propri labirinti, nei quali è impossibile non perdersi senza l'aiuto di una guida.

    Nelle Medine si trovano i Suk, i colorati e caratteristici mercati all'aperto in cui si può comprare di tutto.

    La Medina di Fès

    LE KASBAH

    Le kasbah corrispondono ai castelli, ossia alle dimore dei re e dei principi locali.
    Ogni kasbah, come ogni castello che si rispetti, ha una storia da raccontare e un passato ricco di memorie. Se ne vedono ancora molte, da quelle quasi completamente distrutte a quelle ben conservate. Alcune sembrano apparentemente vuote, ma in realtà sono abitate di chi è restio ad abbandonare l’ultima testimonianza di una vera e propria civiltà chiamata, appunto, delle kasbah.

    IL TOUR DELLE CITTA' IMPERIALI


    Il nostro Tour ha inizio a Marrakesch, il punto più a sud del Marocco da noi toccato in questo viaggio. Scesi dall’aereo, il vento rovente che quasi toglie il respiro è il primo a darci il “benvenuto” .

    In una settimana abbiamo potuto osservare velocemente le principali città del Marocco: Marrakesh, Fès, Meknes e Volubilis, Rabat e Casablanca.

    Gli spostamenti non sono eccessivamente lunghi: il tour  delle Città Imperiali del Marocco non è infatti massacrante come quello della Turchia classica. Il percorso più lungo è quello del primo trasferimento, da Marrakesh a Fès:  490 Km che, a causa delle piccole e tortuose strade di montagna, impegnano l'intera giornata.

    Affascinante è la Medina di Fès, la più grande e caratteristica. Sconvolgente l'odore di spezie che pervade tutte le strade, incantevoli i suoni ed i colori delle case, dei vestiti appesi fuori dai negozi , delle luci e delle ombre che si susseguono e si alternano tra loro in ogni vicolo.

    Un valore aggiunto sicuramente lo può dare la guida. Khalid, l’accompagnatore turistico che ci ha seguiti in tutto il tour, è sicuramente un uomo colto e di mentalità estremamente aperta: in una settimana ci ha mostrato un Marocco ricco di cultura e di voglia di rinnovamento. Ci ha fatto conoscere l’esistenza di una religione islamica tollerante e moderata e ci ha insegnato a vedere il mondo musulmanocon occhi diversi.


    Unico consiglio che mi sento di dare è quello di NON dare per scontato che l’artigianato ed i souvenir presenti nei negozio in cui le guide accompagnano il gruppo abbiano i prezzi migliori: l’olio di Argane, per esempio, acquistato per 20 € nell’erboristeria della Medina di Marrakech, lo si poteva acquistare all'aeroporto di con soli 9 €!!

    In Marocco praticamente non ci sono industrie, prevalgono l'agricoltura e l'artigianato, ed è impossibile trovare oggetti “Made in China”… Controllare dunque sempre bene i prezzi.

    Attenzione però all'argenteria e ai gioielli in genere, alcuni hanno trovato oggetti falsi.

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