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    Today: Dic 15, 2018

    Il rifugio Levi-Molinari è un rifugio situato nel comune di Exilles (TO), in Val di Susa, nelle Alpi Cozie.

    Costruito nell’anno 1928, a 1850 m di altitudine, il rifugio venne intestato alla memoria di Mariannina Levi, alpinista e sciatrice caduta due anni prima. Durante il fascismo, l'intestazione del rifugio fu cambiata in Magda Molinari poiché, a causa delle leggi razziali, non poteva comparire un nome ebraico. Dopo la guerra, per non fare torto a nessuna, fu adottata la doppia denominazione, anche se ancora adesso i torinesi chiamano affettuosamente il rifugio "il Mariannina Levi".

     

    Rifugio Levi Molinari

    Rifugi limitrofi:

    Rif. Scarfiotti, Ref. d'Ambin, Rif. Vaccarone.

    Accesso Da Torino: seguire la S.S n. 24 della Valle Susa e poco dopo il paese di Exilles deviare a destra raggiungendo Eclause 1383 m. Proseguire lungamente fino nei pressi della località Grange della Valle e alla Colonia Viberti 1824 m. Lasciata la macchina e seguendo le segnalazioni, per comodo sentiero si giunge in breve al rifugio.

    Un po’ di storia del Rifugio Levi-Molinari

    Le prime notizie storiche che si possono ritrovare riguardanti la presenza di una Grangia, nella zona sopra l’abitato di Exilles, risalgono agli anni ’20.
    Si pensa che la prima costruzione, situata al limitare di una lariceta, fosse stata creata come riparo per i pastori prima e utilizzata allo stesso scopo dai soldati del primo conflitto mondiale poi. Immediatamente dopo essa diventa un punto d’appoggio per gli escursionisti […]
    Col passare del tempo risulta essere un riferimento conosciuto e apprezzato dagli appassionati: nel 1927 la sua descrizione compare sulla guida “Alpi Cozie Settentrionali”, che così recita: “Per andare al Rifugio U.E.T. (grangia sistemata ed arredata; chiavi presso la sede di Torino), scendere verso le case, poi a sinistra arrivando dal Galambra, poi scendere fra le case. La Grangia Rifugio U.E.T. è contraddistinta da una placca. Serve come punto di partenza per le salite sul versante meridionale del Gruppo d’Ambin”.
    Un anno prima, sulla “Rivista del C.A.I., era stata data notizia della morte di una giovane alpinista, Mariannina Levi, perita sotto una valanga presso il Colle della Rho, nella conca di Bardonecchia. Descritta come una donna “coraggiosissima, tenace, paziente” e per la quale “tutto il suo spirito, tutta la sua anima di giovinetta ardevano in una fiamma viva per la Montagna”, nel 1928 le venne intitolata la Grangia U.E.T. diventando così Rifugio Mariannina Levi.
    Dal 1929 in poi molte sono le tracce che si possono ritrovare sulle diverse Riviste del Club, a testimonianza dell’impegno per rendere il Rifugio sempre più accogliente e attrezzato. In una descrizione sempre del ’29, infatti si parla di un “fabbricato in muratura con rivestimento interno di larice. Tre piani: piano terreno: sala da pranzo, cucina, una camera con due cuccette, una camera con quattro cuccette; primo piano: quattro camere con ciascuna quattro cuccette; sottotetto: dormitorio con pagliericci per 2 persone. Arredamento completo.
    Nel frattempo, esso diventa parte della U.S.S.I., la sezione femminile del Club. Dieci anni dopo, con l’avvento del Fascismo, il Rifugio si trova costretto a cambiare nome e pertanto viene dedicato alla memoria di un’altra alpinista, Magda Molinari […]
    Il primo progetto di ampliamento risale agli anni ’40, ma fino al 1945 l’uso è anche militare; successivamente, tale utilizzo viene mantenuto e se ne ha notizia fino al 1962. Dopo il Secondo Conflitto l’edificio risulta gravemente danneggiato, ma viene subito ripristinato.
    L’ultima ristrutturazione risale al 1999 e gli ha donato l’aspetto attuale.
    Oggi il Rifugio, di proprietà del C.A.I. – Sezione di Torino, si chiama “Mariannina Levi – Magda Molinari.


    Tratto dalla Tesi di Laurea discussa alla Facoltà di Economia di Torino della Dott.sa Gisella Pasciuti: “Lo standard ISO 14001 e la gestione ambientale dei rifugi alpini: il caso del rifugio C.A.I. Torino “Levi-Molinari”.

     

    Rifugio Levi Molinari

     


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