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    Il Forte di Exilles


    Seguendo da Rivoli la SS25 che diventando poi la SS24 porta a Susa (oppure uscendo a Susa dall'auatostrada Torino - Bardonicchia), superando la salita di Gravere e proseguendo per pochi km si trova sulla sinistra l'imponente forte di Exilles, ad una 70 di Km da Torino.

    Sorgendo su uno degli itinerari percorsi fin dai tempi più remoti il Forte di Exilles è uno dei più importanti sistemi difensivi del Piemonte. La sua posizione al centro di una strettoia della Valle, infatti, lo rendeva una minaccia sia per gli eserciti che scendevano dall’Alta valle che per quelli che risalivano dal fondo.

    Il primo nucleo fortificato, edificato sulla roccia alla destra idrografica della Dora, è già documentato a partire dal 1155, quando i conti d'Albon esercitavano il controllo strategico, militare e mercantile, sulla strada del Monginevro, ed Exilles rappresentava il confine estremo orientale del principato.

    Nel 1339 il castello presenta ormai una struttura complessa: è un raro esempio di "castello di strada".

    Durante la seconda metà del XVI secolo il castello è a lungo conteso dalle opposte fazioni cattoliche e riformate che ambivano al controllo del Delfinato al di qua delle Alpi.

    Dalla pace di Lione del 1601, per lungo tempo, la Fortezza non è più oggetto di contese interne o tentativi di occupazione da parte dei duca di Savoia, ormai politicamente legati alla corte francese. Solo nel 1708, nell'ambito della Guerra di Successione di Spagna, le armate di Vittorio Amedeo II di Savoia riescono ad impadronirsi della Valle di Bardonecchia del la Fortezza.

    La conquista piemontese delle valli alpine della Dora e del Chisone con il conseguente passaggio sotto la sovranità dei Savoia, sancito dal Trattato di Utrecht del 1713, determina una nuova posizione strategica dello Stato sabaudo. La rocca fortificata di Exilles subisce imp.onenti lavori di ristrutturazione e ammodernamento tra cui il ribaltamento del fronte difensivo verso la Francia.

    Nella seconda metà del Settecento ulteriori trasformazioni vengono attuate secondo le indicazioni del Pinto di Barri, il Forte viene così ricostruito operando una notevole sintesi tra assetti difensivi e logistici, con formazione di corpi indipendenti, autosufficienti ed in progressione difensiva.

    Fatto radere al suolo dai francesi in seguito al trattato di Parigi del 26 floreale Anno IV (15 maggio 1796), il Forte viene ricostruito nell'assetto odierno tra il 1818 e 1829 dal Re di Sardegna tornato in possesso dei suoi territori. L'attuale opera, realizzata su disegno dei capitani del Genio G.A. Rana e A. Oliviero, ricalca l'assetto formale e difensivo della Fortezza settecentesca, aggiornata secondo la tecnologia militare dell'Ottocento.

    Dopo l'8 settembre 1943 il Forte viene abbandonato; non più presidiato da truppe militari subisce per anni il saccheggio di tutto ciò che è asportabile: dai serramenti lignei alle tubazioni, dai cavi elettrici ai pavimenti. È l'anticipazione dei successivi guasti dovuti all'abbandono e alla totale mancanza di manutenzione.

    Nel 1978 la Regione Piemonte acquisisce il bene dal Demanio Militare con comodato, con l'impegno di provvedere al restauro e recupero funzionale del monumento. Viene quindi sviluppato il progetto di restauro conservativo, interno ed esterno, finalizzato alla definizione di un assetto complessivo del Forte tale da costituire il riferimento globale per tutti i successivi interventi. Nell'aprile del 1996 viene stipulata una Convenzione tra la Regione Piemonte e il Museo Nazionale della Montagna di Torino per la valorizzazione e promozione del Forte di Exilles. Si tratta di un passo importante, all'interno di una collaborazione nata nel 1995 tra i due enti, che sancisce l'impegno congiunto di mettere a punto una linea di immagine generale e un piano di gestione culturale del monumento valsusino.


    Il monumento e le aree museali sono state aperte al pubblico l'8 luglio 2000.

    Tratto da Il Forte di Exille

    La visita del forte si sviluppa su due percorsi: la visita ai sotterranei, architettonica e storica, e la visita al sottotetto, evocativa e molto suggestiva. All'interno sono presenti anche due aree museali:  una sull'architettura militare ed una sulle truppe alpine.

     

     

     

    Visita al sottotetto

     

     

     

     

     

    Il grande fossato difensivo e i sotterranei del Forte

     

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