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    Il Castello della Rotta

     

    Per chi va in autostrada da Torino a Savona il castello della Rotta appare sulla sinistra, poco oltre Moncalieri.

    Il nome "Rotta", "disfatta", sembra derivare o da una grande sconfitta subita dal duca Tommaso di Savoia nel 1619 ad opera dei francesi o ad un'antica "rotta" militare dell'epoca della guerra tra franchi e longobardi.

    Il castello è di origine romana, in seguito divenne una fortificazione longobarda ed in fine una roccaforte dei Templari, antico ordine religioso-militare nato intorno al 1100 con lo scopo di difendere i pellegrini in Terra Santa.

    Verso il 1500 passò nelle mani dei Savoia, finendo così al centro di numerose ed importanti battaglie. Qui trovò la morte in preda alla follia Vittorio Aedeo II, rinchiuso nel castello dal figlio.

    Alla fine del 1700 la sua storia come fortificazione giunse al termine, ma essendo stato teatro di molte battaglie nel cortile interno e nei dintorni del maniero hanno trovato sepoltura numerose persone. Recentemente, infatti, duranti alcuni scavi per restauro, sono stati trovati numerosi scheletri, tra cui quello di un cavaliere con il suo cavallo. Molte sono le testimonianze, antiche e recenti, di avvistamenti di fantasmi. Il castello è da sempre al centro di numerosi studi.

    Pare che nella notte tra il 12 ed il 13 di giugno sia possibile assistere addirittura ad una processione di spettri.

    Noi abbiamo clamorosamente sbagliato data, le nostre foto sono state scattate la sera del 21 giugno 2009... Faremo certamente meglio la prossima volta, ma una cosa è certa, l'atmosfera quieta ed irreale del posto è decisamente particolare...

     

     

    VECCHIE LEGGENDE ED ANTICHI RACCONTI

    Gli abitanti della vicina fattoria, che fanno anche da custodi, raccontano che a mezzanotte in punto talvolta vengono svegliati dal rumore del galoppo di un cavallo. Qualcuno ha avuto il coraggio di entrare a quell' ora nell'interno del maniero e raçconta di aver visto lo scheletro di un uomo, con una grossa croce di ferro sul petto, armato di una lunga spada cavalcare un destriero per le sale deserte del castello.
    Il colpo di scena si è avuto verso la fine del 2002, quando una pala meccanica, scavando ai piedi della torre ha portato alla luce lo scheletro di un uomo accanto a quello di un cavallo. Inutile aggiungere che l'uomo aveva sul petto una grossa croce di ferro e al fianco una spada con gli stessi particolari descritti dalla leggenda.
    Uno di quei fatti che sconfinano tra l'incredibile ed il suggestivo e lasciano ampio spazio alla fantasia e ai commenti della gente è la leggenda del «frate della Rotta» che viene raccontata da almeno quattro secoli. Narra le vicende di un bel giovane che si era follemente innamorato di una principessina bella come un raggio di luna nella foresta. Quando fu annunciato il fidanzamento ci fu grande festa al castello e gli invitati giunsero da tutta la contea.
    Mentre si intrecciavano danze e balli il maniero fu assalito dai saraceni. La principessa si rifugiò sulla cima della torre, e per sfuggire ai barbari si lanciò nel vuoto. Il signorotto combatté tutta la notte e al mattino, quando riuscì a sconfiggere gli invasori, scoprì accanto al ponte levatoio il corpo senza vita della sua promessa sposa. Sconvolto dal dolore si fece frate e andò a combattere gli infedeli in Terrasanta.
    L'ultimo ad aver intravisto il fantasma del frate è il proprietario del castello, Augusto Olivero, professionista a Torino. «Nei primi tempi avevo un certo timore, poi ci siamo abituati tutti agli scricchiolii, ai rumori sinistri che si accompagnano alle grida delle civette e all'ululare dei gufi. La corsa sfrenata di un cavallo per i saloni ha un fracasso agghiacciante, e gli zoccoli del cavallo rimbombano per le volte antiche. Suggestione, ipnosi? Non so, tutto può essere, ma l'ombra di quello scheletro a cavallo con la spada in mano e la grande croce al petto era inconfutabile…».

    La storia racconta che il castello fu donato nel 1196 dal vescovo Arduino di Torino ai Templari insieme alle altre proprietà dell’ ospedale Santo Spirito, e qui i Templari eressero una loro fortificazione. Tracce di questo trascorso storico si trovano nei disegni e nelle scritte. In un grande salone ci sono riferimenti satanici, di riti occulti e disegni che si riferiscono al periodo delle crociate.
    Augusto Olivero iniziò anni fa alcune opere di restauro ed è proprio per il consolidamento di un muro che la pala meccanica ha portato alla luce gli scheletri, la spada e la croce. Le ossa ora sono finite al cimitero generale, il resto in casa del proprietario: si trattava del fantasma rimasto rinchiuso nella nicchia? Lo si saprà se riapparirà o meno.
    Fatto sta, che il castello è ritenuto uno dei luoghi più infestati d'Italia.
    Specialisti ed esperti di paranormale hanno studiato a lungo questi fenomeni pubblicando anche fotografie e documenti di ogni tipo.
    Secondo il parere degli studiosi sembra che il Castello della Rotta sia stato costruito in una posizione "strategica" per favorire il verificarsi di fenomeni paranormali, l'edificio sorge infatti nel punto di intersezione di due particolari linee di forza terrestre.

    Durante l'inverno, chi viaggia in macchina sulla strada che passa accanto al Castello può vedere una misteriosa dama vestita di nero passeggiare nella campagna per poi svanire nel nulla.
    Però forse il fenomeno più inquietante è senz'altro quello che si verifica nella notte tra il 12 ed il 13 di giugno, quando si vede addirittura una processione di spettri dirigersi verso il maniero.

     

     

     

     

     

     

     

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