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    24 novembre 2003

    Era la Fiera di S. Caterina, pioveva e faceva molto freddo. Come ogni anno, nonostante l'aria gelida che invogliava a fuggire in tiepide caffetterie o a tuffarsi in deliziose cioccolate calde, mi recai a vedere le bancarelle degli animali. Un rito molto triste a cui mi sottopongo ogni anno... Con quale diritto ci siamo presi la libertà di comprare, vendere o “possedere” animali? L'amore profondo che nutro per loro mi impedisce di voltarmi e di guardare dall'altra parte, ignorandoli, nonostante il dolore che mi provoca la vista di tutte quelle povere, innocenti creature in gabbia.

    Ogni anno un intero mondo di piccoli animaletti si ripresenta tristemente ai miei occhi: criceti, pappagallini, cocorite, coniglietti e topolini… Guardo, passo e non compro mai, proprio per non incrementare il commercio di questi poveri animaletti che non amo vedere imprigionati in gabbia… Ma quel giorno… Quel giorno, sotto una battente pioggia autunnale, un gran numero di occhietti rossi, sprofondati sotto un dito di segatura, mi sbirciavano silenziosi attraverso le sbarre…

    Erano piccoli topolini bianchi, spaventati ed infreddoliti, che si stringevano inutilmente l'uno contro l'altro per cercare un po' di calore.

    Avevo già avuto dei topolini in passato: li avevo salvati da morte certa, prendendoli da un laboratorio di ricerca. Sono animaletti molti timidi, intelligenti e socievoli, soprattutto con i membri del loro stesso gruppo: al contrario dei criceti, che spesso arrivano ad ammazzarsi tra loro, i topolini bianchi da laboratorio sono molto dolci e collaborativi, arrivando ad un vero e proprio lavoro di equipe, ad esempio, nella costruzione del nido.

    Quel giorno, ignorando quali conseguenza avrebbe avuto la mia scelta, vittima di un momento di debolezza del mio cuore e del mio fidanzato, che annebbiato dalla confusione della fiera e stanco di camminare sotto la pioggia acconsentì, ne adottai due: due dolcissime topoline bianche, due sorelline, due piccole future mamme…

    Non passò molto tempo, forse poco più di una settimana, prima che i piccoli nascessero (la gestazione dei topolini dura circa 20 giorni): ogni mattina, piano, piano, controllavo se c'erano novità: le mamme facevano il nido, avevano un enorme pancione ed erano lente ed affaticate, ma furono i vocalizzi dei primi neonati ad avvisarmi della loro presenza, la mattina del 01 dicembre 2003… La notte seguente nacque la seconda nidiata!!

    …Dietro al cotone che copriva la porticina del nido c'era una montagna di codini, sederini e testoline rosa: i piccoli, infatti, quando nascono sono ciechi e senza peli. Le femmine dei topolini posso arrivare a partorire da 4 a 10 piccoli ogni 3 mesi circa, le mie due mamme ne avevano partoriti in tutto 18, e se c'è abbondanza di cibo, di acqua e di calore, sono in grado di allevarli tutti, con amore e tenerezza, aiutandosi tra loro… Devo dire grazie ad Elena (di Rattiamici) per tutti i consigli che mi ha dato... Non avrei mai potuto accudire i miei piccoli senza il suo aiuto... La nomino ufficialmente madrina dei miei topolini!



    Per proteggere e salvare gli unici esseri viventi che non hanno diritto a vivere.
    I criminali vivisettori li torturano.
    Non sono protetti da nessuna legge.
    Possono essere massacrati sempre e comunque.
    Per il 99 percento degli umani sono la causa di qualunque disgrazia.
    Ma non hanno costruito nessun armamento, né nucleare, né chimico.
    Non sono stati responsabili di nessuna guerra.
    Nessuno fino ad ora li ha difesi.
    Non sono responsabili né della deforestazione, né dell'effetto serra e nemmeno della desertificazione del nostro pianeta.
    Non hanno niente a che fare con l'inquinamento.
    Non hanno schiavizzato nessuna specie né si sono arrogati il diritto di usare la vita altrui.
    Abitano semplicemente da sempre la Terra.
    Hanno un solo difetto: SONO TOPI

    (dal progetto" Vita da topi ")

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