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    Today: Dic 15, 2018

     

     

    "La vivisezione è il crimine più nero tra i neri crimini commessi dall'uomo"

    Gandhi


    Vivisezione si, vivisezione no… Si potrebbe discutere a lungo sulla necessità e sulla validità della vivisezione, ma credo che il discorso vada ben oltre…
    Ogni volta che difendo la mia idea contro questa pratica crudele mi viene chiesto cosa farei se la vita in gioco fosse la mia o quella di persona a me cara…
    Per una persona che amo farei qualsiasi cosa, è ovvio, ma da quando il giudizio di una persona coinvolta emotivamente in un dato evento è quello giusto?
    Solo chi è posto al di fuori degli eventi, chi non è coinvolto, può dare una valutazione imparziale e può giudicare col cuore queste cose.
    La vita è per noi un mistero troppo grande per poterci permettere di distruggerla o crearla a nostra discrezione. Con quale diritto ci siamo presi la libertà di dare a queste creature un inferno al quale loro, probabilmente, non erano destinate? Per salvare la vita di quale essere superiore? Guardandomi intorno vedo solo il dilagare di violenza e follia: sfruttatori, carrieristi pronti a vendere l'anima al diavolo, stupratori e pedofili… No, non siamo migliori di loro e non possiamo considerare un altro essere vivente come un oggetto messo a nostra disposizione per i nostri giochi e le nostre crudeltà. C'è molto più amore negli occhi di un cane, di un topolino o di una cavia che nel cuore delle persone che li vivisezionano…

    Monica

     

     

    COS'E' LA VIVISEZIONE
    Nella sperimentazione animale agli animali vengono inflitte torture di ogni genere. Per prima cosa vengono loro tagliate le corde vocali, per non sentirli urlare, poi vengono avvelenati, ustionati, accecati, affamati, congelati, decerebrati, schiacciati, sottoposti a ripetute scariche elettriche, infettati con qualsiasi tipo di virus o batterio e sezionati da vivi, come dice la parola stessa. Il 63% degli esperimenti vengono fatti senza anestesia e un altro 22% con anestesia solo parziale.
    Per gli esperimenti di psicologia gli animali vengono sottoposti a qualsiasi tipo di stress fisico e mentale, vengono separati dalla madre, messi in isolamento o spinti alla violenza. Tutto questo in nome di una scienza per cui il fine giustifica i mezzi. Ma qual è il limite di tutto questo? E' nel nome di questa scienza che ci troviamo oggi a discutere se sia giusto o no clonare animali ed embrioni, e forse, un domani non troppo lontani , anche gli uomini.
    Oggi si stima che in tutto il mondo, nel silenzio e nella segretezza dei laboratori dei vivisettori, muoiano almeno 300 milioni di animali ogni anno…
    Il 59% degli animali viene impiegato negli esperimenti di farmacologia, il resto viene suddiviso tra esperimenti di ricerca medica, test su cosmetici, esperimenti di psicologia e test bellici o didattici, tutto questo accompagnato dai test di tossicità ( LD50, Draize test), che vengono fatti in campo farmacologico, medico e cosmetico, anche su principi attivi già testati.

    LD50: Misura la tossicità di una sostanza somministrandola in dosi crescenti a diversi animali fino a raggiungere la quantità che determina la morte del 50% di essi.
    Draize test: Misura l'irritabilità di una sostanza versandola negli occhi o sulla pelle di decine di conigli e lasciandola agire per ore o giorni, fino alla necrosi dell'organo.

    VALIDITA' DEI RISULTATI
    Molti medici sostengono che la sperimentazione animali non sia di nessuna utilità per l'uomo data la diversità biologica delle diverse specie animali. La pecora ed il porcospino posso ingoiare cospicue dosi di arsenico, veleno pericolosissimo per l'uomo. La stricnina non ha alcun effetto su cavie, polli e scimmie in dosi che sarebbero sufficienti per uccidere diverse persone. L'insulina provoca malformazioni nelle galline, nei conigli ne nei topi. La penicillina è letale per le cavie, ma fortunatamente per noi fu provata sui topi. Quanti principi attivi, bisogna chiedersi, potenzialmente validi per l'uomo, sono stati scartati erroneamente con questo metodo di indagine?
    …La vivisezione, in realtà, serve per favorire le carriere universitarie, basate sul numero di pubblicazioni prodotte, per le quali la sperimentazione animale resta la via più veloce e, per molte case farmaceutiche, come tutela giuridica per ogni eventuale contenzioso.

    I METODI SOSTITUTIVI
    Non essendo affidabili i test sugli animali molti ricercatori hanno deciso di basarsi su diversi metodi di indagine:
    1. La ricerca clinica: la maggior parte delle scoperte mediche sono dovute ad un'osservazione clinica sull'uomo di un particolare fenomeno.
    2. L'epidemiologia e la statistica: studiando con più attenzione la frequenza e la distribuzione dei fenomeni epidemici e quindi delle malattie nella popolazione ed elaborando meglio i dati. Attraverso questo metodo sono stati riconosciuti la maggior parte dei fattori di rischio delle malattie cardiocircolatorie.
    3. Lo studio diretto dei pazienti tramite i moderni metodi di analisi non invasivi.
    4. Autopsie e biopsie.
    5. Colture in vitro di cellule e tessuti umani.
    6. Simulazioni al computer.

    L'ASPETTO LEGISLATIVO
    Le leggi che regolamentano la vivisezione non sono chiare, né vincolanti: la legge del 1931 consentiva la vivisezione “per il progresso della biologia e del progresso sperimentale”. Nel 1992 il Decreto Legislativo n°116, che recepisce la direttiva CEE sull'argomento, abroga tutte le disposizioni della vecchia legge, tranne l'articolo 1 che recita:”La vivisezione e tutti gli altri esperimenti sugli animali a sangue caldo (mammiferi e uccelli) sono vietati quando non abbiano lo scopo di promuovere il progresso della biologia e della medicina sperimentale e si eseguono negli istituti e laboratori scientifici della Repubblica sotto la diretta responsabilità dei rispettivi direttori (…).Gli esperimenti che richiedono la vivisezione a semplice scopo didattico, sono consentiti soltanto in caso di inderogabile necessità, quando, cioè, non sia possibile ricorrere ad altri metodi dimostrativi”.
    In realtà qualsiasi esperimento viene definito dai ricercatori, al quale viene lasciata la liberta più assoluta, come indispensabile per il progresso della biologia…

    La normativa, in oltre, non precede la concessione da parte del Ministero della Sanità di un'autorizzazione per ogni singolo esperimento, ma è sufficiente che gli “stabilimenti utilizzatori” ottengano un'autorizzazione generica.


    LA LEGGE SULL'OBIEZIONE DI COSCIENZA
    Alla fine del 1989 27 tecnici di Radiologia medica dell'Istituto Rizzoli di Bologna, in previsione dell'apertura di un laboratorio di sperimentazione animale all'interno dell'ospedale, si dichiararono obiettori di coscienza a questo tipo di sperimentazione. Nello stesso periodo si verifico la stessa cosa alla USL n°4 di Chieti. Questa cosa, che ottenne un enorme appoggio da parte dell'opinione pubblica attraverso lettere e fax, spinse l'On. Gianni Tamino a presentare in Parlamento un disegno di legge per l'obiezione alla vivisezione, portata poi avanti dalle senatrici Annamaria Procacci e Carla Rocchi e dal deputato Stefano Apuzzo. La legge fu approvata nel 1993 quasi all'unanimità.
    Si tratta della legge n°413 del 16 ottobre 1993 (Gazzetta Ufficiale n°244). Essa è rivolta a studenti, docenti, ricercatori, medici, personale sanitario, tecnici, infermieri, sia in strutture pubbliche che private. La domanda di obiezione di coscienza va presentata per i dipendenti, all'atto dell'assunzione e, per gli studenti, al momento dell'inizio del corso. Le strutture hanno l'obbligo di pubblicizzare la possibilità di obiezione di coscienza e devono predisporre un modulo da compilare. Ogni discriminazione è vietata e devono essere previsti dei laboratori sostitutivi per gli studenti obiettori.
    Di fatto poi non è mai così, ma al di là di ogni valutazione la sperimentazione animali a scopo didattico dovrebbe essere immediatamente vietata poiché presenta una contraddizione legislativa: la Legge 413/93 consente di fatto agli studenti di dichiararsi obiettori, ciò significa che la sperimentazione sugli animali non è indispensabile, come invece richiede l'articolo 8 della legge 116/92. Inoltre, poiché l'insegnante deve prevedere sistemi dimostrativi e corsi alternativi per gli studenti obiettori, è falso il fatto che non sia possibile ricorrere ad latri sistemi sostitutivi, come richiesto sempre dallo stesso articolo. Il permesso di effettuare esperimenti didattici sugli animali non dovrebbe quindi mai essere concesso!

    COSA POSSIAMO FARE
    Possiamo fare qualcosa anche noi.

    Possiamo aprire gli occhi e non fuggire per l'orrore, dobbiamo capire, sapere e valutare. Loro soffrono...

    Possiamo scegliere: possiamo cercare di boicottare le aziende che dichiarano di testare anche i prodotti finiti, cosa che la normativa non richiede, e possiamo cercare di acquistare i prodotti delle aziende che aderiscono allo standard della LAV/EAR (Lega Antivivisezione/Europe for Animal Rights) le quali garantiscono di non sperimentare più alcun ingrediente sugli animali, di non commissionare i test ad altri e di non comprare materie prime da ditte che hanno condotto, commissionato, o preso parte a test sugli animali a partire dalla data di adesione a questo standard.
    Poiché la normativa impone di testare solo i singolo ingredienti e non i prodotti finiti le diciture “Prodotto finito non testato sugli animali” non vuole, purtroppo, dire niente.

    Per informazioni più dettagliate si consiglia la lettura di “Apriamo gli occhi sugli animali”. Opuscolo distribuito da CSA, Comitato Scientifico Antivivisezionista.

     

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