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    Da un articolo di Arianna Toma

    A circa 18 chilometri da Torino è ubicato il Monte Musinè (1150m, una delle più misteriose alture d’Italia dove nulla attecchisce, nulla riesce a crescere e nulla vive, tranne secchi cespugli invasi dalle vipere.

    Molte sono le leggende che aleggiano intorno al monte. La più famosa è quella secondo il quale Erode, il feroce re di Giudea, sarebbe stato condannato ad espiare i suoi crimini, sorvolando per l’eternità la tetra montagna rinchiuso in un carro di fuoco. E per questo non sono rare le notti in cui, lungo i pendii del Musinè, si accendono bagliori improvvisi. C’è chi dice che siano dei banalissimi lampi, fulmini globulari o fuochi fatui.


    Il Monte Musinè

    Ci sarebbe anche una “grotta incantata” intorno alla quale si aggirerebbero lupi mannari, spettri che svaniscono nel fumo urlando come anime dannate, sabbia, fuochi “magici” e la presenza di un tesoro sepolto.
    Gli studiosi Louis Charpentier e Mario Salomone vedono queste leggende come deformazioni di avvenimenti reali che rivelerebbero le tracce di un’antichissima civiltà il cui nome e la cui cultura si sono persi nella notte dei tempi e che riecheggia motivi propri di molte civiltà del globo.

    Secondo un’antica tradizione, ancora viva oggi, la “grotta incantata” sul monte Musinè è costantemente sorvegliata da un drago d’oro. Si narra che un giovane di nome Gualtiero sarebbe riuscito a penetrare nella grotta che, peraltro, era abitata da un mago. Quest’ultimo, vistosi scoperto, sarebbe poi fuggito su un carro di fuoco, facendo ritorno al suo rifugio di tanto in tanto, per operare qualche incantesimo o magia, giusto per non perdere l’abitudine.

    Immagini della Pista Tagliafuoco

    Ma il drago e il “carro di fuoco” o, come lo indicano altri, la “sfera infuocata”, sono motivi presenti non solo nelle leggende ed in vecchie fiabe raccontate dagli anziani, soprattutto per spaventare i bambini, ma anche nella cultura di altre civiltà. Nella mitologia cinese, ad esempio, si incontrano draghi avvampati di fuoco, oppure in alcune civiltà asiatiche, americane ed africane è il serpente a prendere il posto del drago. Molte volte appare accanto al segno solare. Ciò lo si vede anche sul Musinè, dove è inciso vicino ad un sole e sotto una serie di piccole sculture che sembrerebbero un ammasso stellare. Inoltre, a poca distanza del monte, nei pressi di Caprie in Val di Susa, una lama di pietra guarda uno strapiombo di 150 metri, sovrastata da segni solari. La roccia parrebbe proprio un serpente rozzamente scolpito, simile a quello Algajiola in Corsica o in certe altre silitizzazioni dell’arte Maya.

    ...E in tutto questo, qualcuno ha notato anche fuochi verdastri fosforescenti che hanno notevolmente acceso la fantasia di molti.
    In realtà, però, potrebbe trattarsi di sostanze animali in decomposizione o dell’accensione spontanea di resine sia vegetali che animali all’interno di incisioni molto particolari a forma di coppa chiamate appunto coppelle.
    E allora ci si chiede: perché le antiche popolazioni abitanti quei luoghi avrebbero dovuto accendere fuochi nella notte, in piccole buche, le coppelle appunto, faticosamente scavate nella roccia? Molto probabilmente, per imitare il cielo e le stelle. Infatti, le coppelle sparse sulla roccia indicano un’intera mappa celeste. Qui è presente tutto l’emisfero boreale, dalla Croce del Nord, o Costellazione del Cigno, alle due Orse, da Boote a Cassiopea, dalle Saette al Triangolo, dalla Colomba alla Cintura di Orione, alle enigmatiche Pleiadi.

     

    La Pista Tagliafuoco


    LA PISTA TAGLIAFUOCO DEL MONTE MUSINE'


    Paradiso per i Bikers...

    • Lunghezza: 20,15 Km (variante 20,18)
    • Tempo percorrenza: 3 ore
    • Dislivello: 530 metri effettivi
    • Difficolta': B.C. (variante B.C.A.)
    • Tipo: asfalto 5,05 Km (25%) - sterrato 15,10 (75%); variante asfalto 3,33 (17%) - sterrato/sentiero 16,85 (83%)


    Località di partenza e arrivo: l'ampio piazzale Cays di Caselette delimitato da Strada Contessa, via Val della Torre e Strada Gerbidi, situato a breve distanza dal cimitero.
    Periodo consigliato: tutto l'anno

    Accesso: Da Torino si percorre la SS 24 sino al bivio per Caselette. Raggiungere il piazzale di partenza seguendo i cartelli indicatori per Lanzo - Valdellatorre - Castello Cays.


    Immagini della Pista Tagliafuoco

     

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